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Vetrine e Manichini
Vetrina : “ Parte esterna del negozio nella quale vengono esposte al pubblico le merci “ ; o anche ; “località o istituzione che per le sue caratteristiche positive assume una funzione rappresentativa o di modello “ . Manichino: Fantoccio in legno , plastica e similari a sembianze femminili o maschili , usato per esporre abiti e biancheria .
Senz’ anima , dunque , secondo la definizione corrente . Secondo la definizione data da Wender la fotografia è un fatto duplice . Un colpo e un contraccolpo insieme . Da una parte “ l’ occhio “ dell‘ apparecchio fotografico ; dall‘ altra “ l’ idea “ del fotografo . Il significato dell ‘ oggetto / soggetto che è visto “ dall‘ occhio tecnologico “ dell ‘ apparecchio fotografico non necessariamente viene ad identificarsi con il significato che all ‘ oggetto / soggetto vuole attribuire il fotografo . Viene a crearsi cioè una sorta di sovrapposizione fra l ‘ oggetto / soggetto c he è lì , senz ‘ anima ma reale , e l ‘ oggetto / soggetto “ pensato “ dal fotografo . Il “ manichino “ senz ‘ anima si anima , diventa il punctum , “ l ‘ oggetto del desiderio “ , secondo una definizione di Michals , un frammento che è animato dal pensiero del fotografo e della sua opera , che dà anima al fantoccio . Così , nell ‘ allegoria di Murrali sul manichino , può essere facile individuare memorie di una cultura e di una civiltà antiche , dove i fantocci , le maschere , sono “ anime “ . La memoria e la cultura antiche fondendosi nella cultura attuale portano ad una metafisica trasposizione dei luoghi . Non più le campagne e i villaggi , ma le vetrine degli ipermercati , i viali cittadini dove si affacciano le chiassose insegne di negozi che assumono si una funzione di “ modello “ , “ rappresentativa “ di un ‘ epoca dunque , ma anche “ luogo di esposizione “ , che tutti possono vedere . Fra reale e irreale il fantoccio assume una propria identità , una propria anima . Si vetrinizza e dichiara di essere .
Giovanni Maria Murrali , di Arzachena (Ss) , fotografo concettuale comunica con le immagini riflessioni e ricerche . Lontano da luoghi comuni e attraverso manipolazioni chimico-fisiche del materiale sensibile fornisce una personale interpretazione del reale , oggi assistito anche dai procedimenti digitali .
Antonio Corvaia |
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Fotografie di : Giovanni Maria Murrali |
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