MASCHERE

LE MASCHERE DEL CARNEVALE SARDO

- Boes, Merdules e Mamuthones -

A fine del carnevale del 2005, ad Arzachena (dove vivo), venne organizzata una sfilata delle maschere dei vari carnevali Barbaricini.
Quale migliore occasione per fotografarle, quasi tutte, in un colpo solo.
Visionando poi gli scatti, mi resi conto che le foto erano inquinate da una selva di braccia, cartelli stradali e tante persone, anche loro, con la macchina fotografica.
Decisi allora di eliminare tutto quello che disturbava i miei soggetti, avrei isolato le Maschere in uno sfondo bianco, soli, con le loro ombre (..Anime?).
Per fare questo, ci voleva un buon programma di grafica, e a quei tempi non erano molti. Il più titolato non lo avevo, il suo prezzo allora (e oggi) mi sembrava esagerato. Decisi quindi di scontornare i personaggi con Live Pix, un programma che ebbi in omaggio con il primo scanner che acquistai, fù un'ottima soluzione.

LE MASCHERE


Mamuthones e Issohadores (Mamoiada):
I Mamuthones, ammantati di pelli scure e con pesanti campanacci, avanzano silenziosi e affaticati. Gli Issohadores, con maschere bianche, vestiti rossi e campanellini, danno movimento e controllo alla processione, rappresentando simbolicamente la lotta tra il bene e il male.

Boes e Merdules (Ottana):
I Boes sono gli uomini-buoi, coperti da pelli di pecora e campanacci, mentre i Merdules, con maschere nere, li dominano con frusta e bastone. Rappresentano la lotta tra l'istinto animalesco e la forza umana.

Sos Thurpos (Orotelli):
Maschere cieche che si muovono in modo goffo e caotico, inseguono il pubblico e inscenano attività come l'aratura. Un rito che, alla fine del carnevale, vede anche le maschere offrire vino agli spettatori.

Sa Filonzana (Ottana):
L'unica maschera femminile della tradizione, rappresentata da un uomo. È una figura enigmatica e spettrale che, con il suo fuso, simboleggia il destino e la morte, capace di predire la buona o la cattiva sorte.

S'Urtzu e Su Bundu (Orani):
S'Urtzu, vestito di pelli e corna di caprone, simboleggia la forza della natura. Su Bundu, con un grande naso e un aspetto beffardo, cerca di domarlo. Rappresentano un'antica lotta legata alla fertilità e al ciclo della vita.

I Tamburinos (Gavoi):
Sono i tamburini che animano il Carnevale di Gavoi, in Sardegna, caratterizzato da un forte accento sul ritmo e sulla musica, piuttosto che su maschere elaborate.

S'Urthu (Fonni):
Rappresentato da un abito di pelli di capra o montone, con il viso dipinto di nero, è la maschera "selvaggia" e indomabile. Viene tenuto a bada con catene e campanacci da due Buttudos.

Sos Buttudos (Fonni):
Sono i "domatori", vestiti con un cappotto scuro, abiti di velluto e gambali di cuoio, e portano grossi campanacci che fanno suonare.

Luoghi e Date

Nord Sardegna, Gallura, Arzachena, per le vie del paese
anno 2005.

Soggetto

Maschere del carnevale Sardo, provvenienti da diversi Paesi della Barbagia.

Attrezzatura

Fotocamera Nikon D70
Obbiettivo Nikon 18-70
Flash Metz 35CT3.

Tecnologia

Foto originali a colori, elaborate e ritagliate con LivePix.
Presentazione grafica con InkScape.

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